Davvero ottima prova di Sergio Martino, già maestro del genere thriller erotico. Un poliziesco con tinte ‘nere’ e gialle ben diretto e ben scritto (rispetto agli standard medi dei poliziotteschi si evidenzia subito una maggiore attenzione per la scena del crimine e l’esame scientifico degli indizi).
Luc Merenda è perfetto nel ruolo del commissario Solmi e funziona sia nelle scene d’azione che in quelle in cui ci sono fitti dialoghi.
Altra stella nel cast, Tomas Milian, che interpreta la parte del personaggio-chiave ad antagonista dapprima mascherato, il capitano dei servizi segreti Sperlì. L’attore cubano offre qui una prova di recitazione molto contenuta ed asciutta: forse non sentiva troppo sua la personalità del cospiratore sotto le mentite spoglie del servitore dello Stato.
Il film si pare con una serie di uccisioni illustri, mostrate con taglio giornalistico, in quanto le vittime sono alti ufficiali dell’esercito e tali morti vengono spacciate per incidenti o suicidi dai loro autori.
Per inciso, efficace esempio di splatter è la sequenza del treno che schiaccia l’uomo che è stato posto sulle rotaie dai suoi assassini, con la camera dell’operatore che viene investita dallo schizzo di sangue della vittima.
Poi viene fatto fuori un perito elettronico che ha un tenore di vita troppo elevato per non destare i sospetti del commissario e che infatti si rivela essere stato un ricattatore che ha condotto un gioco pericoloso con le persone sbagliate. Dell’omicidio è sospettata una prostituta la cui innocenza è comunque intuita subito da Solmi.
Successivamente, nella villa di questo perito post mortem viene arrestato un uomo che tenta di appropriarsi di una bobina dove è registrata la conversazione fra uno di quei militari assassinati, il generale Scotti e un certo avvocato Rienzi, che i servizi segreti rivelano essere lo pseudonimo di un losco individuo che trama cospirazioni .
Negli anni settanta l’odore di colpo di stato c’era di continuo e il cinema lo traspose in molte pellicole, come questa.
Solmi scopre campi di addestramento militare clandestini in Italia e in Germania, che preparano il golpe.
Il giudice istruttore (Mel Ferrer), il dott Mannino, fin dall’inizio è orientato a depistare l’inchiesta e mettere i bastoni fra le ruote agli investigatori, ma quando Solmi produce prove schiaccianti di un ordito di forze oscure e organizzate, tese a rovesciare l’ordine democratico del Paese, il magistrato finalmente pare schierarsi con il poliziotto e assecondarlo.
C’è anche spazio per l’erotismo, con la prostituta, denominata la ‘tunisina’ ( la bella Paola Tedesco, che ricorda vagamente Antonia Santilli ed ha quasi la stessa capacità di lanciare sguardi provocanti )
Come già detto, i veri autori del crimine Chiarotti cercano di affibbiare la colpa proprio a lei, ma la ragazza si rivela tenace e reattiva e riesce a sfuggire ai suoi aguzzini che l’avevano sequestrata per spingerla a fare una falsa confessione, prima di essere comunque eliminata da un killer.
L’interrogatorio di tale sicario viene condotta con metodi brutali (il solito lenzuolo bagnato che non lascia lividi). Ma poi egli ritratta e tra l’altro viene assassinato in carcere per chiudergli la bocca per sempre.
Nelle battute finali della storia, durante la spettacolare la sequenza dell’attacco della polizia al campo eversivo con gli elicotteri, si scopre che il capitano Sperlì e tale avvocato Renzi sono la stessa persona, destinata a diventare ministro della guerra nel governo golpista che si sta preparando; e nella sequenza conclusiva, dalla suspance ben costruita attraverso un incrocio di immagini, si registra una soluzione particolarmente amara e sorprendente, con l’inaspettata morte dell’eroe, il commissario Solmi e l’apparente sconfitta dello Stato democratico. Il film è reperibile in Dvd. Per maggiori informazioni clicca qui.

la polizia accusa

Regia: Sergio Martino; Soggetto: Fabio Pittorru, Massimo Felisatti; Sceneggiatura: Fabio Pittorru, Massimo Felisatti, S. Martino, Gianfranco Couyoundjan; Interpreti: Luc Merenda (commissario Giorgio Solmi), Mel Ferrer (giudice istruttore Michele Mannino), Delia Boccardo (Maria), Michele Gammino (vice commissario Caprara), Paola Tedesco (Giuliana Raimondi, detta la “tunisina”), Gianfranco Barra (agente de Luca), Carlo Alighiero (Remo Ortolani), Claudio Gora (Martinetti), Tomas Milian (capitano Mario Sperlì, falso avv. Giulio Rienzi), Antonio Casale (Giovanni Andreassi, detto “Massù”), Gianni Di Benedetto (generale Eugenio Stocchi), Claudio Nicastro (direttore carcere), Arturo Dominici (questore), Carlo Gaddi (complice di “Massù”), Giancarlo Badessi (Chiarotti), Clara Colosimo (“baronessa” Isadora Grimani), Tom Felleghi (colonello Giulio Scanni), Marisa Traversi (signora Martinetti), Vittorio Frattura (segretario del giudice), Franco Giornelli (Frank Smith), Cesare De Vito
Fotografia: Giancarlo Ferrando; Musica: Luciano Michelini; Costumi: Rosalba Menichelli; Scenografia: Franco Calabrese; Montaggio: Eugenio Alabiso; Suono: Roberto Petrozzi; Produzione: Dania Film, Flora Film, Medusa Distribuzione; Distribuzione: Medusa Distribuzione; censura: 66275 del 28-03-1975.

 

Recensione di Massimiliano Bellino