Durante la Grande Guerra, un disgraziato venditore ambulante siciliano (interpretato da Ciccio Ingrassia) riceve in eredità dal proprio zio mafioso (Carlo Pisacane) in punto di morte il figlio imbranato di quest’ultimo (Franco Franchi). Come da tradizione per i film della coppia, i due iniziano a imbarcarsi in una serie di disavventure fino addirittura a trovarsi in trincea con il Regio Esercito Italiano.

Anche se ambientata nella prima e non nella seconda guerra mondiale, la pellicola diretta da Corbucci è un’evidente parodia dell’americano Il Giorno più lungo ,uscito l’anno precedente, il cui cast annoverava ben 42 star del cinema stelle e strisce. Nel suo piccolo, anche il film qui preso in esame, non è da meno come numero di attori messi in campo, molti sono quelli impiegati in ruoli secondari o piccole apparizioni.
Il film – scritto da Bruno Corbucci, Giovanni Grimaldi e Giorgio Arlorio – alterna momenti di grande comicità (l’inizio in Sicilia, la scena del campo minato, gli equivoci al campo nemico) a sequenze prive di mordente e alla lunga irritanti (tutta la parte con Raimondo Vianello, le trincee). Le gag stesse della sequenza del Tribunale – la quale fa da collante ai flashback cui si dipana il film durante l’arco dei suoi 90’ – risultano talvolta inutilmente tirate e prive di senso. Tra i pregi del film – oltre al sempre simpatico duo Franchi/Ingrassia – va riconosciuta una grande cura nella ricostruzione dei set e della scenografia, senza tralasciare naturalmente l’esperta mano di Sergio Corbucci dietro la macchina da presa. La fotografia è di Enzo Barboni, futuro regista de Lo chiamavano Trinità, e tra gli assistenti alla regia figura un giovane Ruggero Deodato. Ma il vero motivo d’interesse nei confronti della pellicola è senza dubbio la quantità incredibile di camei di cui si accennava sopra. Il film fu realizzato dalla Titanus – che versava all’epoca in condizioni economiche precarie – e decine di star (il poster ne indica ben 88) di fama nazionale e internazionale accettarono di prendervi parte a titolo gratuito per sostenere la casa di produzione. E così, tra una gag e l’altra, possiamo riconoscere attori del calibro di Peppino ed Eduardo de Filippo, Nino Taranto, Gino Cervi, Jean-Paul Belmondo, Luciano Salce, Vittorio Caprioli, Erminio Macario, Giuliano Gemma, Franco Fabrizi, Aroldo Tieri, Philippe Leroy, il già citato Vianello e tantissimi altri (si veda l’elenco in calce). Negli ultimi secondi del film non mancano un paio di battute da parte di Totò il quale stava girando all’epoca Il Monaco di Monza e compare infatti nel ruolo di un curioso frate-bersagliere.

il giorno più corto locandina

Regia: Sergio Corbucci; Soggetto: Alessandro Continenza [Sandro Continenza]; Sceneggiatura: Giorgio Arlorio, Bruno Corbucci, Giovanni Grimaldi; Interpreti: Franco Franchi (Franco Lo Grugno), Ciccio Ingrassia (Francesco Coppola), Virna Lisi (Naja), Nino Taranto (zio Turi), Gino Cervi (colonnello Daini), Franco Giacobini (sergente maggiore), Walter Chiari (avvocato difensore), Carlo Pisacane (zio Michele), Ugo Tognazzi (pecoraio), Peppino De Filippo (zio Peppino), Eduardo De Filippo (mafioso), Jean-Paul Belmondo (erede siciliano), Franca Bettoja (erede siciliana), Lorella De Luca (erede siciliana), Aldo Giuffrè (erede siciliano), Ivo Garrani (erede siciliano), Renata Mauro (erede siciliana), Sandra Mondaini (erede siciliana), Enrico Viarisio (erede siciliano), Franco Volpi (erede siciliano), Lia Zoppelli (erede siciliana), Gino Buzzanca (guardia del corpo mafioso), Giacomo Furia (guardia del corpo mafioso), Nino Terzo (guardia del corpo mafioso), Antonella Lualdi (fioraia), Nino Castelnuovo (corteggiatore della fioraia), Dino Mele (Dino), Rina Morelli (madre di Dino), Paolo Stoppa (padre di Dino), Fiorenzo Fiorentini (marito balbuziente), Yvonne Sanson (moglie del balbuziente), Ettore Manni (Ettore, I’amico), Gabriele Tinti (bersagliere), Dany Paris (persona in attesa alla stazione), Franca Valeri (persona in attesa alla stazione), Vittorio Caprioli (persona in attesa alla stazione), Nora Ricci (persona in attesa alla stazione), Gianni Garko (personain attesa alla stazione), Franco Citti (fante romano), Aldo Fabrizi (facchino alla stazione), Gabriele Ferzetti (tenente in trincea), Renato Salvatori (soldato), Amedeo Nazzari (soldato strabico col pallottoliere), Walter Pidgeon (Hemingway), Erminio Macario [Macario] (soldato torinese), Gordon Scott (soldato che grida “Ricordatevi di Alamo!”), Emilio Pericoli (soldato cantante), Joe Sentieri (soldato cantante), Teddy Reno (soldato di Trieste), Angel Aranda (ufficiale), Alberto Lupo (ufficiale), Massimo Serato (ufficiale), Giuliano Gemma (soldato combattente), Enio Girolami (soldato combattente), Philippe Leroy (soldato combattente), Tiberio Murgia (soldato combattente), Umberto Orsini (soldato combattente), Fausto Tozzi (soldato combattente), Luciano Salce (tedesco superstite), Jacques Sernas (tenente Fiorelli), Lilla Brignone (capo crocerossina), Sergio Fantoni (aiutante del colonnello), Alberto Farnese (aiutante del colonnello), Anouk Aimée (crocerossina), Luisella Boni (crocerossina), Annie Girardot (crocerossina), Ilaria Occhini (crocerossina), Rossella Como (infermiera), Aroldo Tieri (soldato pseudo-interprete), Francesco Mulè (soldato ferito), Folco Lulli (ufficiale a teatro), Piero Lulli (ufficiale a teatro), Romolo Valli (ufficiale a teatro), Franco Fabrizi (ferito con la borsa del ghiaccio), Memmo Carotenuto (sergente bonaccione), Mac Ronay (prestigiatore), Cristina Gaioni (presentatrice timida), Paolo Ferrari (soldato imbroglione), Paolo Panelli (soldato imbroglione), Aldo Bufi Landi (soldato nascosto nel pagliaio), Maurizio Arena (soldato nascosto nel pagliaio), Raimondo Vianello (generale Von Cassman), Gerard Herter (colonnello Comandante), Franco Balducci (soldato austriaco), Rick Battaglia (soldato austriaco), Warner Bentivegna (soldato austriaco), Mario Girotti (soldato austriaco), Roberto Risso (soldato austriaco), Stelvio Rosi (soldato austriacio), Giacomo Rossi Stuart (soldato austriaco), Mark Damon (ufficiale austriaco), Pierre Brice (ufficiale austriaco), Claudio Gora (capitano di guardia), Massimo Girotti (capitano alla finestra), Scilla Gabel (amante del capitano), Fred Williams (attendente di Von Cassman), Antonio Acqua (aiutante di campo), Peter Baldwin (aiutante di campo), Luigi Pavese (giudice Corte Marziale), Franco Sportelli (avvocato dell’accusa), Stewart Granger (avvocato), Totò (cappellano); Fotografia: Enzo Barboni; Musica: Piero Piccioni; Costumi: Marcella De Marchis; Scenografia: Carlo Simi; Montaggio: Ruggero Mastroianni; Suono: Enzo Silvestri; Produzione: Titanus; Distribuzione: Titanus; censura: 39535 del 09-01-1963

Recensione di

Francesco Hannibal Aliberti