Il Signor Quindicipalle si doveva intitolare Il Signor Centoventicinque e il cast iniziale era pensato in maniera del tutto diversa, da Yorgo Voyagis a Paolo Bonacelli, passando per Isabelle Pasco (al posto della Ferilli) e Marcello Lotti. Il solo attore irrinunciabile di entrambe le versioni è il deus ex machina Novello Novelli, che entra in scena subito dopo un ispirato piano sequenza per narrare la storia in un lungo flashback. La storia in sé è molto esile, in definitiva racconta il singolare innamoramento di un campione di biliardo che per una prostituta di lusso rinuncia al ruolo di scapolone impenitente. Dedicato a mio padre Renzo, il barbiere di Narnali, detto il Casanova, scrive Nuti poco prima dei titoli di coda, anticipando un proustiano piano sequenza finale che si ricollega all’incipit. Si nota una chiara intenzione autobiografica, con il regista – attore toscano che torna alle origini, racconta una storia d’amore e biliardo, concludendo una sorta di trilogia iniziata con due straordinari successi come Io, Chiara e lo scuro e Casablanca Casablanca. Il film subisce molte traversie, rischia di fare la stessa fine di OcchioPinocchio, tra ritardi inconcepibili e liti con la produzione. Nuti è in crisi, soprattutto con se stesso, non riesce a concludere, spesso brancola nel buio, anche se molte sequenze sono ispirate e ben girate. Si pensa persino di chiamare Veronesi per ultimare le riprese, la produzione vorrebbe montarlo senza alcune scene pur di arrivare alla fine, dopo quasi due anni di sprechi e interruzioni. Tutto questo nel film si nota, perché molte buone idee non sono accompagnate da una sceneggiatura risolta e da un soggetto degno di questo nome. Nuti indugia sui primi piani, sulle carrellate, allunga a dismisura molte sequenze (l’incontro con la bella Sissy, il pranzo, la cena interminabile…), ma le cose migliori sono nella parte iniziale con Novello Novelli narratore alla Bergman, nel pieno della storia, per raccontare le vicissitudini amatorie del barbiere del paese. Novello Novelli con la granata da barbiere si rivolge al pubblico, fissando la macchina da presa, facendosi radere il volto dal personaggio di cui sta parlando. Ottimo il finale, molto poetico, con il padre che appare al figlio disperato, invitandolo a provare il colpo magistrale, quella straordinaria ottavina capace di realizzare quindici buche. E infine il passaggio di consegne tra il padre e la donna che rappresenta l’amore con il bacio che suggella la fine della storia e l’inizio di un sogno. Ecco, quel che manca al film è la sceneggiatura, la parte centrale, il corpo narrativo per arrivare al finale, un soggetto basato su troppe scene fiacche, soprattutto al tavolo verde. Alcune trovate geniali: il figlio che va a riprendere la madre che scappa di casa, l’incontro al cimitero tra Nuti e Ferilli, le donne della vita di Cecco che accolgono il nuovo amore, la poco ordinaria professione della donna spacciata per consulente editoriale delle Paoline. Sabrina Ferilli è al massimo della sua bellezza, riempie la scena con il solo sguardo e il luminoso sorriso, ben fotografata ed esaltata da abiti rosso fuoco e bianchissimi vestiti. Si ricorda una sequenza dove balla uno scatenato mambo cubano di Perez Prado di fronte a un Nuti sconcertato, unico cliente del locale. Francesco Nuti è meno ispirato del solito, sia come attore che come regista, regala poche battute memorabili, forse solo la sequenza del cavallo di legno imbizzarrito ricorda l’attore d’un tempo. Un film irrisolto, un’occasione perduta, visto che la tecnica di regia è buona, la fotografia ottima, la colonna sonora originale di Giovanni Nuti eccellente. Manca la sceneggiatura, che in una commedia sofisticata, sentimentale, poco realistica, sarebbe una parte fondamentale. E poi ci sono i temi fondamentali di Nuti, ma quel che manca è l’autore, si vede che non è al massimo della forma, dentro di lui sta accadendo qualcosa di non modificabile, che poco a poco lo porterà a perdersi. Nonostante tutto il film – pur distrutto dalla critica – incontra i favori del pubblico che ne decreta un buon successo con circa 11 miliardi di incasso. Il Signor Quindicipalle non è certo il film da consigliare per cominciare ad apprezzare il cinema comico – sentimentale di Francesco Nuti, ma resta un lavoro interessante, da storicizzare e studiare, senza farsi condizionare dai pregiudizi della critica alta.

Il signor quindicipalle locandina

Regia: Francesco Nuti. Soggetto: Francesco Nuti, Mario Rellini, Carla Giulia Casalini. Sceneggiatura: Francesco Nuti, Mario Rellini, Malù Di Lonardo. Fotografia: Danilo Desideri. Montaggio: Ugo De Rossi. Scenografia e Costumi: Enrico Serafini. Fonici in Presa Diretta: Glauco Puletti, Remo Ugolinelli. Direttori di Produzione: Francesco Marras, Francesco Fantacci. Aiuto Regista: Giacomo Lesina. Post-Produzione: Fabrizio Di Blasi. Operatori di Macchina: Giuseppe Di Biase, Roberto Brega. Consulente Biliardo: Leopoldo Nepa. Fotografo di Scena: Sandro Borni. Effetti Speciali: Fratelli Corridori. Musiche Originali: Giovanni Nuti. Arrangiamento e Direzione Musiche: Giancarlo Galardini. Produttore Musicale: Claudio Messina (RTI Music). Collaboratore alla Produzione: Massimo Roviglioni. Organizzatore Generale: Paolo Vandini. Negativo: Kodak. Colore: Cinecittà Servizi. Macchine da Presa e Lenti: Panavision. Musicisti. Stefano Bollani (pianoforte e fisarmonica), Stefano Cantini (sax soprano), Riccardo Galardini (chitarre e produzione artistica), Filippo Martelli (tastiere e computer), Massimo Pacciani (batteria e percussioni), Lucia Cappelli (trombone), Klaus Lessmann (clarinetto e sax baritono), Lorenzo Forti (basso elettrico). Canzoni Originali: Gambe Strut (G. Nuti, R. Galardini, canta Rossella Ruini), Il Signor Quindicipalle (G. Nuti, R. Galardini, canta Gaetano e The Pool Sisters). Musica di Repertorio: Ran Kan Kan (Tito Puente), Djobi Djoba (Gipsy Kings Los Reyes), One More Kiss Dear (Vangelis). Interni: Cinecittà. Esterni: Roma, \Firenze, Prato. Distribuzione: Medusa. Produttori: Bruno Altissimi, Claudio Saraceni. Case di Produzione: Videomaura – Filmone, Medusa Film. Interpreti: Francesco Nuti, Sabrina Ferilli, Novello Novelli, Giulia Weber, Antonio Petrocelli, Alberto Gimignani, Evelina Gori, Gianna Giachetti, Gabriella Bartolini, Giuliana Colzi, Mario Modeo, Alessandro Partexano, Gaia Bastreghi, Federico Fabrizi, Stefano Orselli.

Recensione di

Gordiano Lupi