Tommaso Rossi raggiunge a New York il fratello Amedeo, che gli ha promesso un impiego nella sua grande e lanciata impresa edile; ma, per un puro caso, finisce per avviarsi alla carriera pugilistica, cosa che Amedeo – a causa anche della corruzione dell’ambiente – Amedeo deplora profondamente, al punto da scacciarlo dall’azienda. Nel frattempo, Chris Sherman, un affarista di pochissimi scrupoli e con le mani in pasta un po’ dappertutto, si dà da fare con ogni mezzo per ottenere un terreno sul quale Amedeo ha un’opzione e che non è minimamente intenzionato a cedere. L’omicidio di un collaboratore di quest’ultimo avvenuto durante un litigio tra i due fratelli Rossi, porta Amedeo al carcere e alla requisizione dei suoi beni; mentre Tommaso entra in una profonda crisi economica (viene rifiutato dal mondo della boxe) e che costringe la sua amata Muriel ad abbandonare la carriera canore per dedicarsi a un modesto impiego. Il fato, però, offre a Tommaso la possibilità di riparare a tutti i guasti provocati da Sherman, in un incontro importantissimo al Madison Square Garden; anche se, prima, dovrà salvare il nipote Antonio dalle mani degli sgherri del terribile faccendiere e individuare il vero assassino.

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Primo Carnera (Knock out! Harlem)

Modesto melodramma – sportivo, famigliare e migrazione – travestito da noir, sviluppato con una certa faciloneria da un nutrito gruppo di sceneggiatori (Sergio Amidei – Il cappello da prete, 1944 di Ferdinando Maria Poggioli – Emilio Cecchi – giornalista, padre di Suso Cecchi D’Amico, e produttore e sceneggiatore di Acciaio. 1933 di Walter Ruttmann – Angelo Guidi e Pietro Pietroselli – che non svilupperanno oltre la loro carriera), impregnandolo di amor patrio e “grandeur” nazionalistica, al servizio della propaganda fascista, con il regime impegnato in una fase delicatissima del conflitto mondiale. Carmine Gallone (regista già pienamente attivo nel muto, con una prima versione di Malombra, 1917) trova qualche buon momento – soprattutto nei vivaci spazi ristretti dei locali notturni – ma non può sopperire alle ingenuità della trama – e nemmeno di un sottile e strisciante razzismo. A rendere accettabile il film è l’apporto di un cast di alto spessore professionale, nel quale vanno menzionato i due fratelli protagonisti di Massimo Girotti (In nome della legge, 1948 di Pietro Germi) e Amedeo Nazzari (La grande luce – Montevergine, 1939 di Carlo Campogalliani); la vivace dolcezza di Vivi Gioi (La casa senza tempo, 1945 di Andrea Forzano), la minacciosa presenza di Elisa Cegani (La corona di ferro, 1941 di Alessandro Blasetti), e la spietata sicurezza di Osvaldo Valenti (attore militante del partito fascista che venne giustiziato dai partigiani, interprete di una cinquantina di film dal 1928 – Ungarische Rhapsodie di Hanns Schwarz – al 1945 – Fatto di cronaca di Piero Ballerini).

amedeo nazzarri
Amedeo Nazzari (Knock out! Harlem)

regia Carmine Gallone [Carmelo Camillo Gallone] {10 IX 1885 – Taggia, Imperia, Liguria, Italia † 12 III 1973 – Frascati, Roma, Lazio, Italia}; sceneggiatura Sergio Amidei {30 X 1904 – Trieste, Impero Austro-Ungarico (ora: Friuli-Venezia-Giulia, Italia) † 14 IV 1981 – Roma, Lazio, Italia}, Emilio Cecchi {14 VII 1884 – Firenze, Toscana, Italia † 05 IX 1966 – Roma, Lazio, Italia}, angelo Guidi, Pietro Pietroselli | non accreditato Giacomo De Benedetti {25 VI 1901 – Biella, Piemonte, Italia † 20 I 1967 – Roma, Lazio, Italia}; soggetto dal romanzo Harlem di Giuseppe Achille; direzione foto Anchise Brizzi {05 X 1887 – Poppi, Arezzo, Toscana, Italia † 29 II 1964 – Roma, Lazio, Italia}; montaggio Renzo Lucidi, Maria Rosada {02 II 1899 – Pietramelara, Caserta, Campania, Italia † ?}, (supervisione) Nicolò Lazzari; scenografia Guido Fiorini {01 VII 1897 – Bologna, Emilia-Romagna, Italia † 04 I 1966 – Roma, Lazio, Italia}; architetto Ferdinando Ruffo; assist regia Gastone Bartolucci {27 V 1923 – Roma, Lazio, Italia † 07 VIII 1990 – Sassari, Sardegna, Italia}, Lionello De Felice {09 IX 1916 – Napoli, Campania, Italia † 14 XII 1989 – Roma, Lazio, Italia}; costumi Aldo Calvo; direz. musiche Enrico Cagna Cabiati, Willy Ferrero {21 V 1906 – Portland, Maine, USA † 24 III 1954 – Roma, Lazio, Italia}; direz. produz. Jacopo Comin {05 IV 1901 – Padova, Veneto, Italia † 03 IV 1973 – Roma, Lazio, Italia}; fonici Bruno Brunacci, Arrigo Usigli; Interpreti: Elisa Cegani (donna del gangster), Vivi Gioi (Muriel), Massimo Girotti (Tommaso Rossi), Amedeo Nazzari (Amedeo Rossi), Mino Doro (Bill Black), Osvaldo Valenti (Chris Sherman), Gianni Musy Glori [Gianni Glori] (piccolo Tony Rossi), Luigi Almirante (Barney Palmer), Enrico Glori (Ben Farell), Greta Gonda (Milena Zvetcovic), Giovanni Grasso (avv. Guardascione), Luigi Pavese (Joe Smith), Giuseppe Porelli (duca di Solimena), Aldo Silvani (secondino), Guglielmo Sinaz (avv. Sinclair Roswell), Erminio Spalla (Franckie Battaglia, l’allenatore), Enrico Viarisio (Pat), Giuseppe Varni (gangster), Abrata Batha Longo (pugile abissino), Umberto Silvestri (se stesso), Angelo Dessy (altro gangster), Amilcare Pettinelli (sig. Howard), Amedeo Trilli (notaio), Pio Campa (mr. Chapman), Nera Bruni (Lola, la pattinatrice), Liliana Zanardi (Rose), Franca Marzi (spettatrice a teatro), Mario Brizzolari (giudice della cauzione), Charlie Lamb (se stesso), Saro Urzì, Pina Gallini, Franco Cuppini, Lina Tartara Minora, Bruno Calabretta, Giulio Alfieri, Armando Furlai, Antonio Marietti, Anniboldi (se stesso), Mario Ferretti (radiocronista dell’E.I.A.R.), De Angelis (radiocronista dell’E.I.A.R.), Centobelli (se stesso), Migliorini (arbitro), Luisa Ferida, Enrico Ventura (se stesso), Primo Carnera (se stesso) Conosciuto anche come : Brasile: Encontro Sangrento; Germania: Knock Out;  Spagna: Harlem, el barrio negro de New York Produzione: Cines (1941); Distribuzione: Ente Nazionale Industrie Cinemat. ENIC; censura: 31926 del 06-05-1943

Recensione a cura di:
Alessandro M. Colombo (c)