Lotte nell’ombra si può considerare senza alcun dubbio, il primo film spionistico sonoro del cinema italiano. E’ interessante notare quanto quest’opera, man mano che la si guardi, contenga tutti quegli archetipi che, ancora oggi, caratterizzano il genere. Di fatto il protagonista, l’agente segreto Mario Rugè interpretato da un Antonio Centa all’apice del suo successo, è uno James Bond ante litteram, e anche lui come l’eroe creato da Ian Fleming indossa il frac, è infiltrato nell’alta società e all’occorenza sa pilotare aerei.

La storia gira intorno al furto presso l’abitazione del professor Landys della formula segreta della Trichite, un potentissimo esplosivo 25 volte più potente di quelli esistenti. Il furto viene portato a segno da tale Korsanoff per conto del suo capo Ram Sky. Purtroppo per i due la formula è scritta in modo criptato e per riuscirla a decifrare serve l’aiuto della segretaria dello scienziato, Susanna Leroux, che viene rapita e tenuta prigioniera su di un panfilo. In suo soccorso vengono l’agente segreto Mario Rugè accompagnato dal collega Vittorio, che fingendo un’avaria del loro aereo si lanciano in mare per essere ripescati dal personale dell’imbarcazione. Ovviamente dopo un lungo susseguirsi di lotte, tradimenti e depistaggi, Susanna, e con lei la formula, sarà liberata dai due agenti segreti, mentre Korsanoff ferito a morte cadrà in mare e mangiato dagli squali.

Visto grazie alla copia conservata presso la Cineteca Nazionale di Roma, Lotte nell’ombra è un bel film di azione, con un susseguirsi di colpi di scena che mantengono alto il ritmo per tutta la sua durata. Questo anche grazie ad una trama articolata che nella sua complessità si presta con una pellicola di tipo spionistico. Gambino dal canto suo si conferma anche in questo caso un ottimo regista che sa giocare con i generi, uno dei pochi del ventennio. Tra l’altro il film, per l’epoca, è un documento unico per lo sfoggio della tecnologia mostrata. A tal proposito è interessante evidenziare che nella scena del furto della formula ci viene mostrato un sistema d’allarme fotografico attivabile tramite fotocellula.

Tra le curiosità non si può non accennare al fatto che nel cast troviamo anche un giovanissimo Roberto Bianchi Montero. Il futuro regista interpreta la parte del marinaio Bob, che per tutto il tempo canta una fastidiosa canzoncina che invece di renderlo simpatico ottiene l’effetto contrario, nel finale quando questi muore la scena che vuole essere drammatica diventa involontariamente di sollievo per lo spettatore.

lotte nell'ombra locandina

Regia: Domenico M. Gambino; Soggetto: Domenico M. Gambino; Sceneggiatura: Sergio Amidei, Domenico M. Gambino; Interpreti: Antonio Centa (Mario Praten), Dria Paola (Susanna Leroux), Paola Barbara (Olga), Renato Cialente (Korsanoff), Silvana Jachino (Dora), Febo Mari (professor Landys), Carlo Tamberlani, Carlo Lombardi (Ram Sky), Renzo Merusi (Vittorio), Carlo Duse (ingegner Blanchard), Roberto Montero Bianchi [Roberto Bianchi] (Bob), Luigi Mottura (Dufresnelle), Giorgio Capecchi, Federico De Martino, Diana di San Marino, Mario Revera, Mario Molfesi, Virgilio Botti, Dino Mari, Maria Della Lunga Maldarelli, Dino Raffaelli (ingegnere), Vincenzo Baglioni, Jean Cobelli; Fotografia: Tommaso Kemeneffy [Tomaso Kemenyffy]; Musica: Ulisse Siciliani; Scenonografia: Giorgio Pinzauti; Suono: Carlo Passerini; Montaggio: Giorgio C. Simonelli; Produzione: Diana Film; Distribuzione: ICI; Durata: 01:23:40; censura: 30398 del 21-11-1938

articolo a cura di: