Quattro sfigatissimi giovani membri di un complesso musicale denominato “Arrapathis” decidono di partecipare a una gara canora nella speranza di vincere una strumentazione professionale. In preparazione alla gara gli Arrapathis si esibiscono quotidianamente live in una palestra di aerobica (!) e tentano in tutti i modi di perdere la verginità con chiunque capiti a tiro (le loro fidanzatine, una dottoressa, una prostituta che cercano di corrompere con del pesce fresco) senza mai riuscirci.

Assurda commedia demenziale-musicale di metà anni 80’ che utilizza la banalissima trama per mettere in scena una serie di gag idiote a sfondo sessuale, prendendo spunto un po’ da Porky’s e un po’ dalle commedie scollacciate con Alvaro Vitali. Colonna portante del film é la musica, non mancano infatti noiosissime scene in disco in stile La febbre del sabato sera e siparietti musicali demenziali. Le canzoni degli Arrapathis sono forse la cosa più divertente del film essendo queste volgarissime e assolutamente imbecilli. Il testo di una canzone (“Come sarà?”), per esempio, recita così: “Come sarà? / la prima che se beccherà / sta banana! / Oh oh oh oh! / La voglio tutta tosta / che se becchi tutt’intera / ‘sta supposta!”. Un’altra canzone é dedicata alla ragazza del frontman della band che viene cornificato ed é un continuo “Monica…vaffanculo! / Mooonica…a rivaffanculo Monicaaa!”. Il film è tecnicamente di infimo livello, il montaggio è dilettantesco, la fotografia non pervenuta, la maggior parte degli attori (ridicolissimi e doppiati praticamente sempre fuori sincrono) non hanno fatto altri film prima e dopo questo. La regia è di Vincenzo Salviani, produttore tra gli altri del cult di Ruggero Deodato Uomini si nasce…poliziotti si muore (il poster del film tra l’altro compare in un camerino), il quale ha curato la sceneggiatura insieme al Mario Bianchi regista di Non aver paura della zia Marta.
La sceneggiatura, oltre alla sopracitate terrificanti gag, presenta dialoghi al limite dell’imbarazzante spesso con giochi di parole di un’idiozia totale, come l’istruttore di aerobica gay che si chiama “Proci”.
Se è pur vero che la maggior parte delle gag non fanno ridere nemmeno per sbaglio e il film ha diversi momenti di noia assoluta (la scena della discoteca, le esibizioni nel finale), la pellicola di Salviani, complice anche una breve durata (meno di 80 minuti tolti i crediti) e le divertenti canzoni demenziali di Claudio Natili e Silvio Subelli, risulta tutto sommato meritevole di una visione. É il classico filmaccio – forse più divertente da raccontare che da vedere – che andrebbe visto anche solo per aumentare la propria cultura trash cinematografica (e in questo caso pure musicale).

Venni vidi e m'arrapaoh locandina

Regia: Vincenzo Salviani; Soggetto: Vincenzo Salviani; Sceneggiatura: Vincenzo Salviani, Mario Bianchi; Interpreti: Giziana Spatrisano, Alessandro Cerquetti, Capo Giancarlo, Athena Minglis, Andriolo Daniela, Pinna Luciano, Cecilia Oliva, Maurizio Argentieri; Fotografia: Franco Campanile; Musica: Claudio Natili, Silvio Subelli; Produzione: Samacor Cinematografica, Mondial Baia Cinematografica; censura: 79807 del 19-04-1984

Recensione di Francesco Hannibal Aliberti