Come in molti hanno già sottolineato, “Guardie e ladri” è il film delle coppie magnificamente assortite: Fabrizi e Totò, gli attori;Steno e Monicelli, i registi;Ponti e De Laurentis, i produttori.
Insieme diedero vita ad uno dei capolavori memorabili della commedia italiana con venature neo-realistiche.
Il principe della risata qui a mio avviso tocca il vertice della sua carriera di attore, alternando magistralmente timbri comici e tragicomici e in effetti è il film che fece cambiare idea a molti critici di allora che consideravano Totò un bravo guitto di varietà ma non il grandissimo attore che tutti noi oggi osanniamo.
Naturalmente non va dimenticato il contributo di Ennio Flaiano alla sceneggiatura e soprattutto di Mario Bava alla fotografia. A Bava in particolare si devono alcune soluzioni di mirabile gioco d’ombre e luci, come quella adottata nella sequenza delle scale, quando Totò viene sorpreso da Fabrizi mentre tenta per l’ultima volta di sottrarsi alla cattura. Il registro comico del primo inseguimento del film, esilarante, qui viene sostituito da uno molto più drammatico.
La trama narra di un piccolo ladro e truffatore con il suo complice ( Aldo Giuffrè) intento ad arrangiarsi come può ( lo vediamo intento a vendere un falso sesterzio antico ad un turista gonzo, come qualche anno più tardi in “Totò truffa”, cederà la fontana di Trevi) e a rubare un salame per sostenere la sua numerosa famiglia.
Denunciato dal turista raggirato che lo riconosce durante una manifestazione di solidarietà, Totò si da alla fuga , inseguito dallo stesso turista, da un tassista ( il solito Castellani ) e dal sergente di polizia Fabrizi. Dopo essere stato catturato, toto riesce nuovamente a scappare. Questo mette nei guai il poliziotto, che viene avvisato dal suo commissario di essere sul punto di essere espulso dal corpo qualora entro un mese non riacciuffi il fuggitivo. E da questo momento il film si trasforma in una caccia all’uomo condotta inizialmente con metodi moralmente ‘disonesti’ da Fabrizi, il quale stabilisce strumentali rapporti di amicizia con la famiglia di toto guadagnandosene la fiducia in modo tale da poter essere informato di quando farà ritorno dalla macchia alla quale si è dato.
Ma nel frattempo trionfa l’umanità di Fabrizi, il quale si affeziona alla famiglia di totò. riconoscendola come molto affine alla propria. e dunque nasce prima una solidarietà di classe e poi un ‘autentica amicizia fra i due. Ciò non gli impedirà alla fine di fare il suo dovere, ma sarà un compito molto spiacevole da portare fino in fondo.
Ds menzionare, infine, l’ultimo fotogramma con Totò e Fabrizi che si incamminano verso la stazione di polizia ( vediamo il poliziotto strattonato affettuosamente dal ladro), che rimanda – involontariamente, presumo – ad un altro capolavoro del cinema di quegli anni. Infatti l’associazione mentale con l’immagine di Rick Blaine (Bogart) e il capitano Louis Renault (Claude Rains ) in “Casablanca” (1946) di Michael Curtiz , che si avviano insieme verso il futuro è immediata. La storia di una grande, inusuale amicizia è iniziata.

Il film è stato pubblicato in DVD (cliccare qui per saperne di più)

guardie e ladri locandina

Regia: Mario Monicelli, Stefano Vanzina [Steno]; Soggetto: Piero Tellini; Sceneggiatura: Mario Monicelli, Stefano Vanzina [Steno], Vitaliano Brancati, Aldo Fabrizi, Ennio Flaiano, Ruggero Maccari; Interpreti: Aldo Fabrizi (brigadiere Bottoni), Ave Ninchi (signora Giovanna Bottoni), Pina Piovani (Donata, moglie di Ferdinando), Rossana Podestà (Liliana, figlia del brigadiere), Ernesto Almirante (padre di Ferdinando), William Tubbs (Mister Locuzzo), Aldo Giuffrè (“professore”, socio di Ferdinando), Mario Castellani (tassista), Carlo Delle Piane (Libero, uno dei figli di Ferdinando), Pietro Carloni (commissario), Gino Leurini (Alfredo), Armando Guarneri, Rocco D’Assunta, Paolo Modugno, Gino Scotti, Ettore Jannetti, Alida Cappellini, Aldo Alimonti, Riccardo Antolini, Giulio Calì, Totò (Ferdinando Esposito); Fotografia: Mario Bava; Musica: Alessandro Cicognini; Scenografia: Flavio Mogherini; Montaggio: Franco Fraticelli; Suono: Aldo Calpini, Gino Fiorelli; Produzione: Golden Film, Ponti-De Laurentiis; Distribuzione: Lux Film; censura: 10313 del 23-10-1951

Recensione di Massimiliano Bellino