Il recupero della visione di Stella del cinema girato nel 1931 da Mario Almirante, trasmesso da Rai 3 nel mese di gennaio 2018 e di prossima uscita in DVD per la Ripley’s Home Video, ci ha permesso di riscoprire un’ opera che per le diverse peculiarità che la caratterizzano va a rivestire un ruolo importante non solo nella storia del nostro cinema ma anche a livello internazionale. Ambientato all’interno degli studi cinematografici della Cines di Roma, la pellicola nasce con l’intento della stessa casa cinematografica di mostrare agli spettatori dell’epoca il magico mondo della settima arte visto dal dietro le quinte. La storia segue l’evoluzione della carriera di un’aspirante attrice, interpretata da Grazia del Rio, che da semplice comparsa diventerà film dopo film, come si evince dal titolo, una stella del cinema. Il suo perpetuo movimento da un ambiente all’altro, è finalizzato a permettere a chi è seduto in sala di scoprire i vari reparti dove pezzo dopo pezzo prende forma la pellicola. Si passa in successione dal casting, al set, dai teatri di posa, alla sala costumisti, dalla sala di registrazione fino ad arrivare alla mensa, dove tutte le maestranze si ritrovano a pranzare insieme. Anche se la storia è di finzione c’è un approccio documentaristico nel modo di narrare gli eventi, che serve a soddisfare la curiosità di chi guarda. Molti sono gli attori che prestano la loro faccia nella parte di se stessi, come, per citarne solo alcuni, Armando Falcioni, Dria Paola, Leda Gloria o Isa Pola. In una scena da riscoprire, in quanto fotografia di un’epoca che immortala i pionieri del sonoro nel nostro cinema mentre ridono e scherzano delle loro opere, troviamo seduti allo stesso tavolo, i registi Carlo Campogalliani, Guido Brignone, Gennaro Righelli, lo stesso Mario Almirante e Constatin J. David che in quel periodo stava girando presso la Cines Liebeslied, la versione tedesca de La canzone dell’amore.

stella del cinema
Scena di nudo – Stella del cinema (1931)

L’importanza di questo film di fatto risiede, però, in una scena dove la protagonista aprendo accidentalmente la porta di un bagno rivela al suo interno una donna completamente nuda in piedi in una vasca, con le sue grazie rivolte verso la MDP. La visione del corpo di questa sconosciuta comparsa della durata di pochi secondi, il cui nome difficilmente si potrà mai scoprire, non solo anticipa di ben undici anni la fugace apparizione del seno di Clara Calamai ne La cena delle beffe (1942) di Alessandro Blasetti, che è sempre stato indicato come il primo nudo del nostro cinema, dove lo stesso ci è concesso ammirarlo per soli 16 fotogrammi, meno di un secondo, ma anticipa di due anche Estasi di Hedy Lamarr che fino ad oggi era considerato il film che deteneva il primato per aver mostrato il primo nudo femminile a livello mondiale. L’importanza che riveste la riscoperta di questo film e dei suoi contenuti è di aggiungere nuovi elementi alla ricostruzione, tramite il cinema, dei costumi di un tempo, e di come questi fossero tollerati in modo più permissivo da una censura che non vedeva nel nudo un decadimento morale, cosa che succederà purtroppo con l’avvento della Repubblica.

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Carlo Campogalliani, Guido Brignone, Gennaro Righelli, Mario Almirante e Constatin J. David – Stella del cinema (1931)

Regia: Mario Almirante; Soggetto: Gian Bistolfi, F. Ciarrocchi; Sceneggiatura: Gian Bistolfi, F. Ciarrocchi; Interpreti: Grazia Del Rio (Rosa Bianchi in arte Fiorella d’Aprile), Elio Steiner (Nerio Fumi, fidanzato di Rosa), Sandra Ravel (Vera Albador, la diva), Fulvio Testi (segretario del regista), Giuseppe Masi (regista), Olga Capri, Turi Pandolfini, Nino Marchesini (direttore di produzione), Giovanni Onorato (impiegato agenzia di viaggi), Francesco Coop [Franco Coop], Augusto Bandini, Giuseppe Pierozzi, Giuseppe Gambardella, Daniele Crespi (se stesso), Armando Falconi (se stesso), Lya Franca (se stessa), Leda Gloria (se stessa), Maria Jacobini (se stessa), Dria Paola (se stessa), Isa Pola (se stessa), Mercedes Brignone (se stessa), Umberto Sacripante (se stesso), Carlo Ninchi (se stesso), Marcella Albani (se stessa), Alfredo Martinelli (se stesso), Mario Almirante (se stesso), Guido Brignone (se stesso), Carlo Campogalliani (se stesso), Gennaro Righelli (se stesso); Fotografia: Anchise Brizzi; Musica: Pietro Sassòli, G. Franco; Costumi: Gastone Medin, Carlo Ludovico Bragaglia; Scenografia: Gastone Medin, Carlo Ludovico Bragaglia; Montaggio: Mario Almirante, Mario Serandrei; Suono: Giuseppe Caracciolo; Produzione: Cines-Pittaluga; Distribuzione: Anonima Pittaluga; censura: 26535 del 31-05-1931

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