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REMEMBERING BODY COUNT: a tu per tu con Davide Sacchetti.

Davide è un mio, quasi, coetaneo: ’75 io, ’76 lui. Siamo la generazione del Cornetto Algida, del , dell’Invicta sulle spalle carico di libri e speranze, dei pomeriggi seduti sul muretto con gli amici a parlare di tutto e di niente. Un ragazzino di oggi, potrebbe non capire…
Siamo cresciuti in anni leggeri, pieni di aspettative, e il cinema ci ha segnati, entrambi, in modi diversi. Davide è uno dei più importanti aiuto registi italiani, attivo in Italia e all’estero (Natale a Miami, Natale a Rio, Gangs of New York, Angels & Demons, The Passion of the Crist, per citarne alcuni). Ma io, come spesso accade, lo cerco per portargli alla memoria il ricordo lontano di un camping sperduto tra le montagne d’Abruzzo, alle prese con un vecchio sciamano assetato di sangue…
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1) Dove e quando sei nato.
Sono nato a Roma il 16 Ottobre 1976, all’epoca delle riprese de ‘Il Camping del Terrore’ (autunno 1985) avevo quindi 9 anni.
2) La tua famiglia ha stretti legami col mondo del cinema horror/ fantasy italiano…vuoi 
parlarmene brevemente…
Mio padre Dardano è uno sceneggiatore e ha scritto diversi film, tra cui molti horror, gialli, fantasy, ‘poliziotteschi’ e di genere – chi ama questo tipo di cinema probabilmente lo conosce già. Anche mia mamma Elisa ha spesso collaborato ai suoi lavori, sia apparendo ufficialmente che restando dietro le quinte. Quindi sono cresciuto in una casa ricca di creatività e curiosità, piena di libri e videocassette, con il costante ticchettio della macchina da scrivere prima e il ‘clicchettio’ dei tasti del computer poi, telefonate fiume con registi e produttori, riunioni di sceneggiatura… mi ricordo divertito e con affetto il fervore dei giorni e delle ore in cui si avvicinava il momento della consegna del prossimo copione, con il ritmo della scrittura di mio padre che saliva progressivamente di intensità e mia mamma che leggeva e gli dava la sua opinione sulle varie versioni…
Poi da piccolo, avendo sempre una miriade di VHS di film di ogni tipo, mi divertivo con mia sorella Livia e con i miei amici a vedere film ‘proibiti’ e ‘di paura’ in un periodo in cui per i ragazzi della nostra età avere accesso a quei generi di film era complicato: noi avevamo una ‘miniera d’oro’ di film proibiti in casa!
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3) Quali furono le circostanze che ti portarono, da bambino, sul set di Camping del terrore nel ruolo di Ben da piccolo?
Ovviamente fu grazie a mio padre, che non solo conosceva bene e collaborava con il regista, Ruggero Deodato, ma che credo abbia anche in qualche misura partecipato a una revisione della sceneggiatura o del soggetto (potrei facilmente sbagliarmi, non conosco i dettagli). In ogni caso faceva parte del giro e, siccome evidentemente cercavano un bambino che avesse la mia età (9-10 anni all’epoca), che parlasse inglese (andavo a una scuola internazionale a Roma) e che somigliasse all’attore che interpretava Ben io facevo proprio al caso loro. Non ricordo di aver partecipato a un casting, nè ho mai fatto alcun tipo di scuola di recitazione, forse solo un provino molto semplice con Deodato prima di essere scelto. In ogni caso le scene a cui ho partecipato erano tutte molto semplici e con poche battute.
4) Forse inconsapevolmente, ma ti trovasti a dividere la scena con autentiche icone del cinema di genere internazionale: Mimsy Farmer, David Hess, Charles Napier. Hai qualche particolare ricordo di loro? 
Non avevo idea di chi fossero quei simpatici adulti americani con cui ho passato diverse giornate in mezzo a un bosco! Erano tutti molto carini con me e, come succede quasi sempre con i bambini, ero diventato un po’ la mascotte del set.Poco dopo però, quando consumavo la VHS di ‘Rambo II’ quasi quotidianamente, mi stupiva e divertiva l’idea di essere stato accanto ad uno dei protagonisti di quello che era diventato uno dei miei film preferiti!
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5) Le sequenze che ti vedono protagonista furono girate tutte nel campeggio (ex Camping Siella di Rigopiano, n.d.r.) oppure anche in teatro di posa?
Tutte nel campeggio, faceva freddissimo – giravamo quasi sempre di notte, pioveva spesso e credo abbia anche nevicato. Mi ricordo bene i viaggi in macchina con mio padre (aveva un Saab rossa all’epoca!) per andare da Roma in Abbruzzo sul set.
6) Ricordi qualche aneddoto in particolare, e come giudichi nel complesso 
quell’esperienza?
Mi è capitato, senza aspettarmelo minimamente e senza sapere come e perchè, da bambino sconosciuto di 9 anni, di firmare degli autografi! Esco con mio padre dall’albergo in cui stava tutta la troupe e il cast, senza sapere che veniva preso d’assalto dalla gente del posto, divertita e incuriosita come spesso accade quando arriva un film in un luogo isolato.
Stavamo andando a mangiare quando vedo fuori dalla porta un gruppo di persone: non sapevo e non capivo cosa volessero! Ovviamente aspettavano l’uscita degli attori protagonisti, ma chiunque facesse parte del film era ai loro occhi meritevole di attenzioni. Insomma mi ritrovo circondato da bambini più piccoli, della mia età ma anche da ragazzi più grandi e addirittura adulti – cosa per me assurda a 9 anni – tutti con penna e foglio in mano che volevano un autografo da me! Non avevo mai pensato di dover firmare autografi e credo di aver scarabocchiato malamente il mio nome in stampatello o giù di lì.
Nel complesso mi sono divertito, è stata un’esperienza stimolante, non ero mai stato su un set prima di allora e mi piaceva poter saltare qualche giorno di scuola x andare a fare le riprese.
7) Ti è mai capitato, negli anni, di rivederti o parlare con qualcuno di Camping del terrore?
Da piccolo, poco dopo l’uscita, l’ho visto e rivisto con amici e famiglia un sacco di volte – non lo rivedo da una vita e mandandomi le foto del film mi hai fatto tornare la voglia di rivederlo. Ti racconto invece un aneddoto buffo che riguarda Nancy Brilli: all’epoca de ‘Il Camping del Terrore’ era una giovanissima attrice (credo esordiente?) e, mi è capitato poi di incontrarla di nuovo molti anni dopo, sul set di ‘Natale in Crociera’ (2007) dove facevo il mio lavoro attuale di aiuto regista. Le ho detto facendo ‘il vago’ che avevamo già lavorato insieme, chiedendole se si ricordava di me (impossibile) e ovviamente lei pensava a un qualche lavoro recente dove io facessi l’aiuto… dopo un po’ che diceva se “è stato sul film ‘X’?… sulla serie ‘Y’?….” e io che nicchiavo, le ho detto che ero il ‘killer da piccolo del Camping del Terrore’! E’ diventata tutta rossa, era palesemente divertita e imbarazzata: evidentemente era sorpresa e forse non proprio contentissima di essere ricordata per un ‘filmaccio’ horror anni 80 invece che per uno dei suoi lavori più recenti in cui faceva la protagonista!
Nota a margine: prima dell’intervista, invio a Davide alcuni suoi ” screenshot” da Camping del terrore…poco dopo, mi scrive dicendo che ha mostrato per la prima volta quelle immagini alla sua famiglia e tutti insieme hanno riso, divertiti e sorpresi da quel tuffo nel passato!
Grazie Ben…volevo dire Davide.
Sí, insomma, buona fortuna.
Intervista di Massimo Bianchi

1 risposta »

  1. Riguardo la Brilli, dipende cosa si intenda per esordiente. Prima di ICdT la si vide in DEMONI 2 – L’INCUBO RITORNA che, immagino, ddebba essere stato girato dopo.

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