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MODESTAMENTE…SERGIO! AL TELEFONO CON “SAM MODESTO”, IL “COSSUTO” DI BUIO OMEGA

Nell’ articolo“Beyond the Darkness – Il lato oscuro di Buio Omega”, da me pubblicato mesi orsono, restava in sospeso una questione, spesso dibattuta nei forum sul cinema popolare, relativa all’ identitá dell’attore che, nel film, interpreta l’impresario di pompe funebri, accreditato nei titoli col “nom de plume” di Sam Modesto. Che si trattasse di uno pseudonimo era abbastanza prevedibile…digitando infatti “Sam Modesto” in Google, null’ altro sortiva che il film del buon Massaccesi, oltre a qualche omonimo in Facebook che, per ragioni sia “anagrafiche” che di somiglianza, nulla aveva a che vedere con il tenace e a suo modo simpatico “Cossuto”. Finché, vagamente ossessionato da quel caratterista fortemente somigliante allo sfortunato attore statunitense Frank Wolff, decisi di recarmi a Roma per dare finalmente un nome e cognome reali all’unico e inimitabile “Angus Scrimm italiano”! Confrontandomi con persone che avevano lavorato a Buio Omega, venne fuori che Sam Modesto era in realtá…Sergio Modesto. Google mi parla ora di un caratterista e personaggio tra i più noti del panorama culturale e artistico altoatesino! Ne trovo uno in pagine bianche, a Bolzano. Tutto torna. Telefono. Mi risponde una voce matura ma lucida e senza particolari inflessioni. “Il nome Sam lo inventò Massaccesi, mentre Modesto lo lasciò per via della cittá di Modesto in California, che dava un tocco di internazionalitá….” Mi chiedo quanti sappiano che in California c’é la cittadina di Modesto. “Lei é Bolzanino di nascita?“, domando. “Sì sì, nato e vissuto qui, da madre veneta e padre milanese. Ora sto a Piazza delle Erbe, in una casa gentilmente concessami dal Vescovo …però ho viaggiato molto per via della mia grande passione: la vela. Ho partecipato alle più importanti regate, vere e proprie guerre, contro equipaggi importanti come quelli di Khashoggi e del Re di Spagna, che ho conosciuto!” Ho l’impressione che Sam di tutto voglia parlare, tranne che di Buio Omega, così lo riporto in carreggiata… “E com’é che finì sul set di Massaccesi a Bressanone!?” “Mi cercò lui…forse per via della radio. Devi sapere che ho sempre lavorato in radio, anche in Rai, e lì ho conosciuto Maurizio Costanzo, che era agli inizi. Abbiamo fatto dei programmi insieme. Sai, io ho 88 anni… sul set mi trovai bene perché il cinema non é poi così diverso dalla radio, se hai il “senso dello spettacolo” tutto esce facile…tanto é vero che, con Aristide, per me era sempre buona la prima!” [ …non solo per te, caro Sam] Mi chiede se sono a conoscenza che Buio Omega é stato oggetto di studio all’Universitá di Padova per presunti meriti “artistici” e rispondo che no…non lo sapevo. Ogni volta che penso di telefonare a qualcuno di questi caratteristi…non propriamente attori

sam modesto due.jpg

famosi, diciamo…sono convinto di trovare dall’altra parte stupore, diffidenza, nei casi peggiori ostilitá. Invece, come nel caso di Sergio, é sempre come se si aspettassero una mia telefonata e sempre si rivelano un fiume in piena di aneddoti e episodi inediti! “Sai che c‘é un giornalista, Renzo Caramaschi, che ha scritto un libro ispirandosi ai miei racconti di vela? Vento di mare, brezza di terra, si intitola. Lo trovi anche in Amazon…” Hai capito, Sergio… Trovo in effetti il libro. Sulla copertina un bel quadro di un pittore surrealista dell’ Est, il cui nome Sergio mi ha ripetuto più volte ma troppo difficile per ricordarmelo. Lo compro. ” Poi, Aristide mi chiamò per almeno altri 15(!) film ma io rifiutai…non mi interessava…” É mattina e ho troppe cose da fare per trattenermi ancora al telefono con Sergio, quindi lo ringrazio e lo saluto… “Massimo, mi raccomando…continua a coltivare la tua passione, é importante…” Puoi giocarti il cappello che lo farò, Sam. Chiudo con un brano del libro di Caramaschi: “Lo affascinava il nero tra le stelle. Se avesse potuto navigare tra quelle, cercare approdi nuovi, tutti da scoprire, la speranza di anticipare i giorni senza inseguirli, l’isola della vita per vedere quello che non poteva, che mai avrebbe potuto, per capire l’immenso vuoto che tutto prendeva senza dare nulla“.

Articolo di Massimo Bianchi

 

Categorie:Articolo, Horror

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