Articolo

WHO WAS MICHAEL BAKER? Intervista a Sheran Panizzi, il bambino di Macabro.

Ci sono film che, per un motivo o per l’altro, meritano di essere studiati, approfonditi. Mi viene in mente “Profondo Rosso“, ad esempio…oppure “La casa dalle finestre che ridono“, per citare due dei titoli più noti. Pellicole che necessitano di più visioni, magari distanziate nel tempo o meglio nell’arco della vita, per essere comprese nella loro complessità di significati e implicazioni visive, concettuali, psicologiche. “Macabro“, opera prima di Lamberto Bava, è uno di queste. Alcuni anni orsono, dedicai circa tre mesi della mia travagliata esistenza ad una ricerca minuziosa, anche un po’ ossessiva, su alcuni aspetti mai chiariti della lavorazione del film, ossia locations minori e attori non accreditati. Rimasero tuttavia in sospeso alcune questioni che, evidentemente, richiedevano tempo per essere chiarite. Il perché di questo mio interesse per Macabro, in parte, mi è ignoto…probabilmente, ci sono film che, come le persone, è destino incrocino i loro destini con i nostri, secondo una volontà universale che non possiamo comprendere. Ma, in termini più strettamente razionali, Macabro è senz’altro un’opera con una sua stratificazione, che va eviscerata…c’è dentro Freud, senz’altro, ma anche Jung e forse Bataille.

macabro - scena
È il film più “autoriale” di Bava, scritto a quattro mani con Pupi e Antonio Avati e Roberto Gandus, dove si ha la percezione di uno sforzo intellettuale e creativo ben al di sopra della media dei prodotti italiani di quegli anni. L’approfondimento psicologico dei personaggi, la ricercatezza delle musiche, la cura nella ricerca delle locations, mai scontate…anche l’allestimento scenografico e certe inquadrature e movimenti di macchina…tutto converge verso una “profondità di sguardo” che non può lasciare indifferenti. La questione in sospeso, alla quale accennavo, riguardava il piccolo Michael Baker, ossia il bambino affogato nella vasca, per gelosia o vendetta, dalla sorella interpretata da Veronica Zinny…scena insostenibile. Per alcuni versi, anticipa anche, e in qualche modo richiama, tragici fatti di cronaca avvenuti successivamente…mi riferisco in particolare al caso di Erika De Nardo ( alla quale, devo dire, la Zinny somiglia anche un po’…) , e altri. Nella scena dell’omicidio nella vasca, c’è senz’altro Freud, e il suo saggio “Al di là del principio di piacere“…con il tema dell’ “Eros e Thanatos”… non è un caso se la Zinny affoga il fratellino, proprio mentre la madre, interpretata da Bernice Stegers, è impegnata in un focoso amplesso con l’amante Fred (Roberto Posse): pulsione di morte e pulsione di vita, per tornare a Freud.
Ma c’è anche un complesso di Edipo “transgender”, folle, rivisitato, con la figlia che per gelosia della madre uccide il fratello: forse, il vero tema, centrale, di Macabro, è la Follia.
Veniamo al dunque, alla ragione ultima del mio articolo: chi interpretava quel famoso bambino, ucciso in circostanze tanto tragiche? Spesso, nei forum, si sfiorava
la questione. Ho letto di tutto: qualcuno diceva Karl Zinny…che però è il VERO fratello di Veronica e all’epoca di Macabro era all’incirca sedicenne…altri, ancora, in pieno delirio e fuorviati da un’intervista molto “equivoca” rilasciata da Lamberto una decina di anni fa, fecero il nome di Urbano Barberini, allora ventenne! Ok, nessuna meraviglia, i forum sono così…è anche parte del loro fascino perverso, in fondo. In realtà, quel ragazzino aveva 5 anni quando si ritrovò a Gardone Riviera, in una villa di fronte al Lago di Garda (lungolago Zanardelli, per la precisione, a poche centinaia di metri dalla celebre Villa Fiordaliso, set principale del film), per mettere in scena la sua morte “filmica”.
SHERAN PANIZZI, questi il suo vero nome e cognome, mi racconta le circostanze che lo portarono a comparire nel capolavoro baviano:
A Salò, città nella quale Macabro fu girato, fecero all’epoca dei provini fra 150/200 bambini per scegliere quello giusto a impersonare “Michael Baker”! Ma io non partecipai. Poi, successe che un giorno io ero in pasticceria – i miei nonni infatti avevano una pasticceria a Salò in Piazza Vittoria – venne il regista, mi notò…piccolo, biondino…e mi volle assolutamente per il film! Così fui scelto”. In realtà, come mi racconta sempre Sheran, e con mia sorpresa, quella non fu la sua prima volta in assoluto davanti alla macchina da presa: ” Avevo sei mesi e partecipai al film ‘ Il letto in piazza’, di Bruno Gaburro, anch’esso girato a Salò…ma, vista l’età, ovviamente, non ricordo nulla…” (ride).
È simpatico, Sheran, un fiume in piena. È nato a Desenzano il 14 Novembre del 1974, oggi è sposato, con figli…

macabro - bambino grande

Sheran Panizzi com’è oggi

Gli chiedo se ricorda qualcosa della famigerata scena del suo affogamento.
Certamente. La girammo nella stessa villa che è inquadrata in esterni…fu un’esperienza molto “forte” perchè mi ricordo che era mia sorella, quella VERA, che mi teneva sott’acqua nella vasca…sono sue le braccia inquadrate nel film. Questo, evidentemente, per rendermi meno traumatica la cosa! Mi ricordo vagamente l’attrice che interpretava mia sorella, aveva dei grandi occhi azzurri…per il resto, non ho avuto più contatti con nessuno del set.
Gli chiedo se è un appassionato di cinema horror.
No, non ho una passione per il cinema di quel genere…Macabro non l’ho più rivisto ma, se trovassi il dvd, mi piacerebbe rivedermi!” (ride)
Sheran è un ragazzone, ha un fisico imponente, e mi racconta infatti quali sono attualmente i suoi interessi.
Le mie passioni di ora sono il karate ( passione che mi ha tramandato il mio papà, che era un grande maestro) e mi piace leggere o vedere filmati che trattano di ufologia e reincarnazione.
Sheran è una persona che riserva molte sorprese, per nulla scontata.
Rifletto su come il cinema incroci le vite di molti, incidentalmente, per poi lasciare spazio al fluire inevitabile del tempo che sempre più allontana da quei fotogrammi fissati per l’eternità…
L’intervista sta per terminare, ma Sheran ci tiene a precisare una cosa:
Ah, dimenticavo…come paga per il mio ruolo mi hanno regalato una bicicletta, la mitica SALTAFOSS!
Probabilmente, la stessa che si vede in Macabro.
Grazie mitico Michael, per il tempo che mi hai dedicato.

Alcuni individui sembrano come se non fossero mai stati bambini, e altri sembra come se non siano mai stati altro.
( George Dennison Prentice)

 

Intervista di Massimo Bianchi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...