Perugia: la città è funestata dagli omicidi di un serial killer che sceglie le sue vittime apparentemente a caso, uccidendole e asportando loro la lingua. Indagano sul caso un poliziotto non proprio blasonatissimo ed il suo amico di sempre, un negoziante di scarpe con velleità da scrittore…

“Il maestro di lingue” è un giallo del 2009 girato da Diego Piccioni e ambientato interamente a Perugia e a Spoleto. La due città umbre non sono solo splendide e azzeccatissime locations per il film, ma in qualche modo rappresentano dei “personaggi”, come lo sono il poliziotto che indaga, il serial killer e il negoziante di scarpe col pallino dei gatti e della scrittura. Grazie anche alla bella fotografia di Moreno Carlini, Perugia e Spoleto, con i loro vicoli, locali, palazzi e chiese, non assumono solo il ruolo di “spettatrici” inermi dei delitti. In qualche modo sembrano “incubarli” attivamente i delitti, covandoli perversamente insieme alla mente malata dell’assassino. “Il maestro di lingue” comincia come un giallo canonico, nel bene e nel male dal piglio quasi para-televisivo. Lo sviluppo della trama è volutamente sornione. Nella prima parte del film non c’è molta azione, né colpi di scena o scossoni particolari. Piccioni si prende i suoi tempi, aggiungendo senza fretta i tasselli del suo puzzle. Così facendo dà allo spettatore la possibilità di conoscere i protagonisti in modo un minimo approfondito. I dialoghi però non sempre sono brillanti, soprattutto quelli al ristorante tra i due amici, il poliziotto e il negoziante di scarpe. Alcune situazioni (come quella della serata di baldoria finita con l’incidente automobilistico) appesantiscono un po’ il tutto, facendo venire meno, a tratti, quella sottile tensione che invece è presente per gran parte della durata della pellicola. Negli ultimi 30 minuti però “Il maestro di lingue” cambia bruscamente rotta: si trasforma, felicemente, da giallo d’atmosfera ad action-thriller con venature horror. C’è anche un grosso colpo di scena, a mio parere molto inaspettato, quindi assolutamente efficace. Un qualcosa che riaccende la storia in un momento nel quale stava per finire nelle pericolose sacche del “già visto” e della noia strisciante. Non voglio ovviamente spoilerare, ma da quel momento succede un po’ di tutto. Le scene d’azione e di violenza sono girate discretamente e il finale risulta avvincente. Il movente del serial killer però sembra appartenere, più che ad un giallo serio, ad un film a caso della Troma. E c’è anche un’altra caduta di stile, piccola ma sempre in stile “tromesco”: un gatto, che si vuol far passare per morto a causa della fame, è invece evidente che respira, che è ancora pasciuto e che sta semplicemente riposando. Buone invece le interpretazioni dei due protagonisti, Maurizio Modesti (anche co-sceneggiatore del film) e Maurizio Torti. “Il maestro di lingue” ha delle peculiarità in più: Federico Castagner, figlio del grande allenatore di calcio Ilario, è tra gli sceneggiatori. E nel cast compaiono, in vari cameo, personaggi importantissimi del calcio italiano. Scorgiamo, oltre a Ilario Castagner (nei panni di un chirurgo), l’allenatore Walter Novellino, l’attaccante della nazionale italiana Fabrizio Ravanelli e l’allenatore Serse Cosmi. In particolare, il cameo di Cosmi è spassosissimo. Ma non solo: nel cast compaiono anche Simona Marchini e Claudio Sabelli Fioretti!
Il film, è innegabile, ha dei difetti, soprattutto in fase di sceneggiatura, ma merita assolutamente di essere visto. Ed è un peccato che Piccioni, dopo il 2009, non abbia più girato altri lungometraggi.

Regia: Diego Piccioni; Soggetto: Federico Castagner; Sceneggiatura: Federico Castagner, Diego Piccioni, Maurizio Modesti; Interpreti: Maurizio Modesti (il narratore), Maurizio Torti (Marco Giacchera), Mara Fraticelli (Gioia Macchi), Daniele Bartoli (Bekim), Michela Biancalana (Cecilia), Maurilio Breccolenti (Enrico), Maurizio Maurizi (Daniele), Paolo Pazzani (Michele), Marco Picchio (Gianni), Maria Teresa Principi (Sabina Marchesi), Fausto Di Cicco Pucci (coroner), Loredana Torresi (segretaria di Daniele), Elisa Alunni (cameriera), Ilario Castagner (chirurgo), Valter Corelli (Mimmo), Anna Corvo (infermiera), Serse Cosmi (detenuto), Feliziano Degli Esposti (autista ambulanza), Claudio Sabelli Fioretti (sovrintendente della Polizia), Claudio Giovannini (Nicola Bullotti), Simona Marchini (vittima), Matisse (il gatto), Fabio Melelli (cliente del negozio), Augusto Dal Miglio (direttore carcere), Hellen Moriconi (infermiera n. 2), Walter Novellino (assistente del sovrintendente), Elio Pandolfi (signor De Mori), Luca Quarta (detenuto n. 2), Fabrizio Ravanelli (poliziotto), Rosy Ruggiero (signora Miliocchi), Paolo Zafarana (dottore); Fotografia: Moreno Carlini; Musica: Paolo Ciacci; Montaggio: Gioele Neddia; Suono: Stefano Spellucci, Daniele Villa; Produzione: Federico Castagner, Paolo Alessandro Lombardi, Daniele Villa.

Recensione di

Massimo Bezzati