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Alberto Grifi: la lunga carriera di uno dei padri del cinema sperimentale italiano

Alberto Grifi è considerato tra i primissimi autori di quello che fu chiamato “cinema sperimentale italiano”. Pittore, regista, cameraman, fonico, attore, fotografo, autore di dispositivi video-cinematografici come il “vidigrafo” che nel ’72 servì per trascrivere su pellicola uno dei lavori più essenziali ovvero Anna, in co-regìa con Massimo Sarchielli. Fu infatti presentato poi al Festival di Berlino e alla Biennale di Venezia nel ’75 e a Cannes nel ’76. Nel 2003 Alberto Grifi inizia la sua collaborazione con Interact spa, la new media agency romana che segnerà gli ultimi anni della sua vita.

Nel 2004, in occasione della 61ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, Alberto Grifi partecipa al progetto Storia segreta del cinema italiano, all’interno della retrospettiva Underground Italia. Anche nel cinema persistono due storie: la storia ufficiale – da sempre insegnata – e una storia segreta – costituita da fatti od avvenimenti.

La Storia Segreta del Cinema Italiano – creata dalla Biennale – ha recuperato per la 61ª Mostra anche una parte del lavoro di ‘salvataggio’ dell’underground italiano degli anni ’60: la prima fase ha previsto, infatti, il restauro di film di Baruchello, Grifi e Scavolini. Verifica incerta e Transfert per camera verso Virulentia le due opere di Grifi restaurate e proiettate all’interno della retrospettiva. In occasione del festival, insieme a Sandro Costa, amministratore di Interact Spa, Alberto Grifi presenta ufficialmente il progetto del laboratorio di recupero della memoria audiovisiva a cui avevano lavorato entrambi. In sala viene anche proiettato, fuori programma, il documentario. Le macchine di Grifi realizzato sempre in collaborazione con Interact.

Tra i progetti e le attività svolte insieme ad Interact, c’è stato il completamento nel 2007 del film Autoritratto Auschwitz/L’occhio è per così dire l’evoluzione biologica di una lacrima, del film In viaggio con Patrizia, entrambi risalenti agli anni Sessanta e la programmazione del lavoro per il completamento/rielaborazione di altri due film, Michele alla ricerca della felicità e Dinni e la normalina. Il progetto del recupero della memoria audiovisiva in generale, prevedeva come fase successiva l’organizzazione di corsi di formazione sulla rigenerazione dei nastri (curati da Alberto) e il restauro dei film in video dello stesso Grifi (Parco Lambro, Anna, etc.).Nel2006, per volontà dello stesso regista, nasce l‘Associazione culturale Alberto Grifi con l’obiettivo di tutelare, conservare, promuovere il patrimonio artistico dello stesso Alberto.

Il 22 aprile 2007, dopo una lunga malattia, Alberto Grifi muore a Roma. Nel corso dello stesso anno si moltiplicano gli attestati di partecipazione e affetto alla sua memoria. Eventi, rassegne, omaggi. In particolare ricordiamo la presenza alla 64ª Mostra del Cinema di Venezia del film Autoritratto Auschwitz/L’occhio è per così dire l’evoluzione biologica di una lacrima, l’ultimo lavoro completato da Alberto prima della sua scomparsa e la partecipazione alla Festa del Cinema di Roma con il film In viaggio con Patrizia, completato da Interact seguendo fedelmente le note di regia e montaggio di Alberto.

Alessio Giuffrida

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